Le palpitazioni sono pericolose?
Nella maggior parte dei casi le palpitazioni sono occasionali e benigne, legate a stati ansiosi, stress, stanchezza o consumo di bevande e alimenti eccitanti. Tuttavia, se sono frequenti e si associano a dolore toracico, affanno, vertigini, giramenti di testa, sudorazione fredda o svenimento devono essere valutate da un medico.
Cosa sono le palpitazioni post-prandiali?
Le palpitazioni post-prandiali sono palpitazioni che vengono avvertite dopo aver mangiato. Dopo il pasto, l’aumento del flusso sanguigno diretto all’apparato digerente può determinare un lieve incremento della frequenza e della portata cardiaca, che alcune persone percepiscono maggiormente. Tuttavia, queste possono dipendere anche da pasti troppo abbondanti, ricchi di zuccheri o grassi, consumo di alcol, caffeina, distensione gastrica, ansia o reflusso. La ricorrenza del sintomo richiede comunque una valutazione, poiché la coincidenza con il pasto non ne dimostra automaticamente l’origine digestiva.
Quanto durano le palpitazioni?
Possono durare pochi secondi, diversi minuti o ore. Oltre alla durata, tuttavia, è importante osservare frequenza, regolarità, modalità di insorgenza e sintomi associati.
Perché vengono le palpitazioni da sdraiati?
Quando si è sdraiati, specie sul fianco sinistro, si può avere una maggiore percezione del proprio battito cardiaco in quanto questa posizione avvicina il cuore alla parete toracica rendendo il battito più facilmente avvertibile.
Come calmare le palpitazioni da ansia?
Escluse eventuali cause organiche, per calmare le palpitazioni generate dall’ansia si possono utilizzare diversi rimedi, sia nel breve che nel lungo periodo. Nel breve periodo può essere utile bere una tisana a base di valeriana o camomilla per favorire il rilassamento e praticare la respirazione diaframmatica, inspirando lentamente dal naso per 4 secondi, trattenendo il respiro per 2 secondi ed espirando dalla bocca per 6 secondi. Nel lungo periodo è bene evitare cibi e bevande stimolanti e, se si è fumatori, smettere di fumare.
Fonti scientifiche e linee guida di riferimento