Mentre nel caso della febbre tifoide, l’unico vettore di contagio è il contatto con urine e feci umane infette, nel caso della salmonellosi, la Salmonella enterica ha vari vettori.
Questa si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso l'ingestione di alimenti o acqua contaminati, per contatto con feci di persone o animali infetti o tramite contatto diretto attraverso ferite sulla pelle.
Tuttavia, la via di trasmissione più comune per la Salmonella è quella alimentare, attraverso l'ingestione di cibi contaminati. Questo perché una contaminazione iniziale, persino minima, può raddoppiare ciclicamente in poche ore.
Tra gli alimenti, i più a rischio sono quelli che vengono consumati crudi o poco cotti, o che prevedono una lunga manipolazione senza successiva cottura. Rientrano in questa categoriacarne e pesce poco cotti, uova intere o preparazioni a base di uova crude come maionesi, zabaioni e tiramisù; latte crudo, formaggi freschi ottenuti da latte non pastorizzato e frutta e verdura non adeguatamente lavate. Anche utensili, piani di lavoro e mani non lavate adeguatamente costituiscono un ponte ideale per il trasferimento dei batteri da un alimento all’altro. Inoltre, alcuni animali domestici, in particolare rettili o roditori, possono essere portatori di Salmonella e trasmetterla all'uomo.
A rendere il quadro insidioso contribuisce il fatto che la presenza di Salmonella nell’acqua, nelle uova o negli altri alimenti, non dà sintomi quali alterazione di colore, odore e sapore. Di conseguenza il consumatore non ha segnali sensoriali di allerta e assume il prodotto in tutta tranquillità.
Anche per gli allevatori, riconoscere la presenza del batterio Salmonella non è semplice. Nelle galline i sintomi di un’infezione si manifestano in modo aspecifico, spesso solo con una riduzione nella deposizione delle uova.
Inoltre, anche molto tempo dopo la scomparsa dei sintomi, alcuni pazienti possono continuare ad eliminare i batteri nelle feci, diventando portatori della malattia e rappresentando così una fonte potenziale di contagio, soprattutto se operano in ambiti come la ristorazione, la sanità o l’assistenza.