Salmonella: tutti i sintomi

Scopri tutti i sintomi della Salmonella e l’importanza di riconoscerli precocemente.

Che cos’è la Salmonella?

  • ​La Salmonella è un batterio gram negativo che si trova nell’intestino di mammiferi, rettili e uccelli, appartenente alla famiglia delle Enterobacteriaceae. È tra i principali responsabili di infezioni trasmesse da alimenti in tutto il mondo.

    Le salmonelle si dividono in forme tifoidee – legate ai sierotipi S. typhie S.paratyphi, responsabili della febbre tifoide e paratifoide – e forme non tifoidee, molto più comuni, che determinano la classica infezione alimentare.

    Ne esistono oltre duemila sierotipi, ma a circolare più spesso nell’uomo e negli animali d’allevamento sono Salmonella enteritidis, che causa la salmonellosi, e Salmonella typhimurium, che causa la febbre tifoide.

    Nella maggior parte delle infezioni da Salmonella non tifoidea, i sintomi della salmonellosi compaiono tra le 6 e le 72 ore dall’ingestione del cibo contaminato (tempo di incubazione), anche se più frequentemente si manifestano tra le 12 e le 36 ore e si risolvono spontaneamente in pochi giorni con un’adeguata idratazione.

    Solo raramente ci possono essere complicazioni: queste riguardano soprattutto donne in gravidanza, neonati sotto i due anni di età, anziani e persone immunodepresse. 

    Le infezioni da Salmonella tifoide invece, sebbene meno comuni, possono essere potenzialmente mortali nel 10% dei casi, specie se trascurate e non adeguatamente trattate.

    Ad essere maggiormente suscettibili a contrarre l’infezione sono i pazienti in terapia con antiacidi e chi soffre di acloridria, una condizione medica caratterizzata dall’assenza totale di acido cloridrico nel succo gastrico. Per questi soggetti, infatti, è sufficiente un numero di batteri inferiori, rispetto agli altri individui, per manifestare la malattia. 

Quali sono le cause della salmonellosi?

  • Mentre nel caso della febbre tifoide, l’unico vettore di contagio è il contatto con urine e feci umane infette, nel caso della salmonellosi, la Salmonella enterica ha vari vettori.

    Questa si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso l'ingestione di alimenti o acqua contaminati, per contatto con feci di persone o animali infetti o tramite contatto diretto attraverso ferite sulla pelle.

    Tuttavia, la via di trasmissione più comune per la Salmonella è quella alimentare, attraverso l'ingestione di cibi contaminati. Questo perché una contaminazione iniziale, persino minima, può raddoppiare ciclicamente in poche ore.

    Tra gli alimenti, i più a rischio sono quelli che vengono consumati crudi o poco cotti, o che prevedono una lunga manipolazione senza successiva cottura. Rientrano in questa categoriacarne e pesce poco cotti, uova intere o preparazioni a base di uova crude come maionesi, zabaioni e tiramisù; latte crudo, formaggi freschi ottenuti da latte non pastorizzato e frutta e verdura non adeguatamente lavate. Anche utensili, piani di lavoro e mani non lavate adeguatamente costituiscono un ponte ideale per il trasferimento dei batteri da un alimento all’altro. Inoltre, alcuni animali domestici, in particolare rettili o roditori, possono essere portatori di Salmonella e trasmetterla all'uomo.

    A rendere il quadro insidioso contribuisce il fatto che la presenza di Salmonella nell’acqua, nelle uova o negli altri alimenti, non dà sintomi quali alterazione di colore, odore e sapore. Di conseguenza il consumatore non ha segnali sensoriali di allerta e assume il prodotto in tutta tranquillità.

    Anche per gli allevatori, riconoscere la presenza del batterio Salmonella non è semplice. Nelle galline i sintomi di un’infezione si manifestano in modo aspecifico, spesso solo con una riduzione nella deposizione delle uova.

    Inoltre, anche molto tempo dopo la scomparsa dei sintomi, alcuni pazienti possono continuare ad eliminare i batteri nelle feci, diventando portatori della malattia e rappresentando così una fonte potenziale di contagio, soprattutto se operano in ambiti come la ristorazione, la sanità o l’assistenza.

Quali sono i sintomi di un'infezione da Salmonella

  • ​Sebbene nella maggior parte delle persone la salmonellosi si risolva spontaneamente, è importante non sottovalutarne i sintomi iniziali, soprattutto se persistono o si aggravano nel tempo.

    La salmonellosi è un’infezione che si manifesta principalmente con disturbi gastrointestinali, ma la sua espressione clinica può variare in funzione dello stato di salute generale della persona colpita, del sierotipo di Salmonella coinvolto e della quantità di batteri ingeriti.

    I sintomi più comuni della Salmonellosi sia negli adulti che nei bambini includono:

    • Diarrea con feci di colore verde, muco o piccole tracce di sangue nelle feci.
    • Stipsi
    • Febbre, che può raggiungere i 39-40°C
    • Dolore addominale
    • Debolezza generale
    • Inappetenza
    • Nausea
    • Vomito
    • Mal di testa

    In molti casi questi segnali rappresentano una risposta naturale dell’organismo all’infezione e rientrano spontaneamente nel giro di pochi giorni, senza lasciare conseguenze.

    Nel caso di febbre tifoide, ai classici sintomi della Salmonella gastrointestinale si aggiungono spesso eruzioni cutanee sottoforma di piccole macchie rosa sulla pelle, che tendono a localizzarsi soprattutto nella parte alta del petto.

    La durata complessiva della salmonellosi varia, in linea generale, da quattro a sette giorni, durante i quali è importante mantenersi ben idratati, soprattutto in presenza di episodi di diarrea abbondante. La perdita di liquidi e sali minerali, infatti, può portare a uno stato di disidratazione che, se non trattato tempestivamente, potrebbe comportare ulteriori complicazioni, in particolare nei soggetti più fragili.​

Possibili complicazioni dell’infezione da Salmonella

  • ​In alcuni soggetti predisposti, l’infezione da Salmonella può portare ad una serie di complicazioni. Queste riguardano in particolar modo i neonati, gli anziani, i soggetti immunodepressi (ad esempio con infezione da HIV o AIDS), i pazienti con anemia falciforme, oppure pazienti con valvole cardiache artificiali o protesi articolari.

    In questi casi, possono manifestarsi i sintomi extraintestinali della Salmonellosi legati alla batteriemia, ovvero all’ingresso della Salmonella nel sangue, che includono polmonite, endocardite, pielonefrite, meningite, osteomielite e, nei casi più gravi, setticemia.

    Inoltre, In una percentuale variabile tra il 10% e il 30% degli adulti, può comparire un’artrite reattiva a distanza di alcune settimane o, in certi casi, anche mesi dalla risoluzione dei sintomi di infezione da Salmonella. Questa condizione infiammatoria colpisce principalmente le articolazioni delle anche, delle ginocchia e della zona del tendine di Achille, provocando dolore e gonfiore localizzati che possono interferire con i movimenti quotidiani e la deambulazione.

    Infine, devono prestare particolare attenzione ai sintomi dell’infezione da Salmonella le donne in gravidanza, nelle quali questa malattia può comportare un rischio per lo sviluppo del feto e portare a complicazioni come l’aborto o il parto prematuro. Per questo motivo, è sconsigliato alle donne in stato interessante di mangiare alimenti crudi o poco cotti, che possono essere il serbatoio del batterio. 

Infezione da Salmonella: diagnosi e come si cura

  • La diagnosi delle infezioni da Salmonella si basa sull’analisi di campioni biologici prelevati dal paziente al fine di rilevare la presenza del batterio nell’organismo. Il medico, in base ai sintomi e alla gravità del quadro clinico, può decidere di effettuare un esame Chimico-Fisico delle feci.

    Questo esame permette di isolare i batteri eventualmente presenti all’interno del tratto intestinale e di confermare così la diagnosi di infezione da Salmonella. Se il medico sospetta un’infezione da parte di Salmonella typhi e Salmonella paratyphi A e B, che causano rispettivamente febbre tifoide e febbri paratifoidi o paratifo, può suggerire anche un esame Widal Wright, per valutare la presenza di Anticorpi Salmonella Brucella nel sangue.

    Nei casi sospetti di infezione sistemica, come la batteriemia, il medico può prescrivere ulteriori accertamenti per valutare l’eventuale interessamento di organi o strutture specifiche. Questa fase è fondamentale per riconoscere tempestivamente eventuali complicanze e predisporre un trattamento mirato.

    Il trattamento delle infezioni da Salmonella varia in funzione della forma clinica e delle condizioni generali del paziente. In presenza di gastroenterite non complicata, la terapia si concentra sulla reidratazione, tramite somministrazione di liquidi e sali minerali per via orale o, nei casi più severi, per via endovenosa e probiotici, per riequilibrare la flora batterica intestinale. Gli antibiotici non sono indicati nelle forme lievi o moderate di diarrea, perché non ne accelerano la risoluzione e possono addirittura prolungare l’eliminazione del batterio attraverso le feci, aumentando così il rischio di diffusione.

    In determinate categorie di pazienti, tuttavia, l’utilizzo di antibiotici è necessario. In questi casi, farmaci come ciprofloxacina, azitromicina o ceftriaxone possono essere somministrati per alcuni giorni. Nei bambini, invece, la terapia antibiotica più utilizzata include trimetoprim associato a sulfametoxazolo.

Come prevenire l’infezione da Salmonella

  • ​Le infezioni da Salmonella possono essere prevenute con misure igieniche e comportamentali semplici ma efficaci. La corretta preparazione degli alimenti rappresenta il primo e più importante passo per evitare la contaminazione da Salmonella.

    È essenziale evitare di mangiare uova, pesce e carne, specie pollame, poco cotte. La Salmonella, infatti, è sensibile alle alte temperature e muore a 75°C. Allo stesso modo, è fondamentale evitare il consumo di alimenti preparati con ingredienti crudi di origine animale, come impasti non cotti contenenti uova, maionese fatta in casa e latte non pastorizzato. Inoltre, si consiglia di conservare sempre le uova in frigo e non a contatto con altri alimenti in quanto sul guscio può essere presente la Salmonella.

    Anche i prodotti vegetali devono essere trattati con attenzione: frutta e verdura, soprattutto se consumate crude, devono essere lavate accuratamente sotto acqua corrente per rimuovere eventuali residui contaminanti. La contaminazione crociata è un’altra fonte frequente di infezione: per prevenirla è importante lavare sempre le mani con acqua e sapone dopo aver maneggiato carne, uova o pollame crudi, dopo essere stati in bagno, aver cambiato pannolini o aver toccato animali e i loro ambienti. Utensili e superfici della cucina devono essere puliti con cura dopo ogni uso.

    Un altro aspetto da considerare riguarda le persone già infette dal batterio: è opportuno che evitino di preparare il cibo per gli altri fino alla completa guarigione, per ridurre la possibilità di trasmettere il microrganismo attraverso il contatto indiretto con il cibo o le superfici.

    In situazioni di viaggio, soprattutto in Paesi dove le condizioni igienico-sanitarie possono essere diverse da quelle abituali, è buona norma evitare l’assunzione di acqua non imbottigliata, inoltre, è consigliabile effettuare il vaccino per la febbre tifoide se si sceglie di partire per una meta in cui questa malattia è endemica

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Data ultimo aggiornamento: 2025-12-27
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